Condividiamo la lettera del Presidente dell’Opera…

Condividiamo la lettera del Presidente dell’Opera Nazionale Montessori, Prof. Benedetto Scoppola sulle modalità di riapertura delle scuole a settembre prossimo:

Cari amici montessoriani, molti di voi scrivono, direttamente a me o agli uffici dell’ONM, chiedendo in vario modo sostegno per la riapertura delle scuole a metodo Montessori del prossimo settembre. Con questo messaggio, di cui ho condiviso i contenuti con alcuni membri del Consiglio Direttivo dell’ONM, cerco di fornire, per quello che si può, il sostegno richiesto e di spiegare quali sono gli oggettivi limiti in questo periodo di emergenza sanitaria delle nostre azioni. Innanzitutto deve essere chiaro che l’ONM, come chiunque abbia a cuore la scuola intesa quale luogo in cui si creano relazioni preziose per la crescita armonica del bambino, ritiene che la DaD sia stato un necessario ripiego rispetto alla vera esperienza educativa, che è quella in presenza. Questa posizione non è scontata, soprattutto per la didattica relativa ai ragazzi più grandi: si sente parlare in varie sedi, anche autorevoli, del fatto che l’emergenza sanitaria sia stata una occasione per scoprire che la didattica a distanza può essere una dimensione educativa molto positiva, se integrata con attenzione a una didattica in presenza. Alla luce delle esperienze di questi mesi ci siamo convinti, invece, che ogni ora di scuola sostituita da una pur eccelsa didattica a distanza è una perdita secca, da un punto di vista educativo, per i bambini. Questa convinzione non è dovuta solo all’osservazione (che pure dovrebbe essere un criterio sufficiente), ma anche al confronto delle ricerche pedagogiche e neuroscientifiche recenti con le modalità di educazione a distanza. In secondo luogo, va sottolineato il fatto che nelle linee guida governative relative alla riapertura di settembre non ci sono prescrizioni che rendano impossibile il regolare svolgimento dell’attività montessoriana nelle classi. Chi afferma che non è possibile, per motivi sanitari, svolgere attività con i materiali, e quindi che non è possibile tenere aperte le sezioni a differenziazione didattica Montessori, si assume la responsabilità di non permettere un’esperienza educativa che le linee guida ufficiali non chiedono di interrompere. Naturalmente una serena discussione nei consigli di classe, in cui vengano messe a confronto le necessità di sanificazione dei materialie degli ambienti, con le difficoltà gestionali e i costi, con quelle relative alla pedagogia Montessori, può condurre a soluzioni che potranno essere, per un certo periodo, leggermente diverse dalle pratiche usuali. Alcuni pilastri della pedagogia montessoriana, peraltro, potranno essere vissuti pienamente, e forse anche sottolineati maggiormente, all’interno dei vincoli che l’emergenza sanitaria ci impone. Per esempio l’autonomia, la cura di sé e degli altri, la libertà che significa scegliere la propria attività compatibilmente con le scelte dei compagni, sono temi che nei prossimi mesi potranno essere vissuti fino in fondo dai bambini. Tuttavia va anche ribadito che il rigore del nostro paese nell’affrontare l’emergenza sanitaria ha portato frutti evidenti: dopo un inizio devastante, la pandemia in Italia si è molto ridotta, e oggi siamo uno dei paesi europei con il tasso di nuovi contagi più basso. La tutela della vita umana è un principio essenziale della nostra convivenza, e dunque siamo pronti a fare la nostra parte, con tutto il rigore necessario, per far sì che il prezzo del contagio in termini di vite umane sia tenuto più basso possibile. Su questi punti, e su altre questioni ugualmente importanti, siamo in continuo contatto con le istituzioni, alle quali ci rapportiamo con la doverosa chiarezza, ma anche con rispetto per le difficili scelte che il momento richiede. I migliori auguri di buon lavoro a tutti coloro che a partire da settembre daranno il loro contributo per trovare il miglior compromesso possibile tra una scuola di qualità e l’attenzione a contenere la terribile emergenza sanitaria che siamo chiamati a fronteggiare. I miei migliori saluti.

Il Presidente Prof. Benedetto Scoppola

La salute di ogni individuo e della nostra collettività è da sempre una priorità. In questo momento, il nostro pensiero va alle persone colpite dal Covid-19 e alle loro famiglie, così come la nostra gratitudine va allo straordinario lavoro del personale medico ed alla Protezione Civile che stanno affrontando questa fase di emergenza. Seguiamo le indicazioni ministeriali e facciamo ognuno la nostra parte, privandoci momentaneamente di un po’ della nostra libertà personale per poterci riabbracciare domani, ancora più forte!!

ANCHE LE NOSTRE ATTIVITA’ SONO SOSPESE ma cogliamo l’occasione per condividere la lettera del Presidente dell’Opera Nazionale Montessori, Prof. Benedetto Scoppola:

Cari amici,

Siamo di fronte a una situazione completamente nuova, e come prima cosa vogliamo far sentire la nostra vicinanza a quei territori, spesso molto attivi da un punto di vista montessoriano, chestanno pagando il prezzo più alto in termini di disagi e, purtroppo, di vite umane. Ci auguriamo veramente di poter tornare presto alla normalità, ma uno degli aspetti più difficili da gestire è il fatto che non possiamo sapere quanto durerà questa emergenza coronavirus. Sembra comunque di capire che la scuola sarà uno degli ultimi settori a tornare alla normalità. È inutile negare che questa emergenza ci mette in grandissima difficoltà rispetto a tutte le nostre principali attività. Quando infatti nella didattica il problema principale è quello che dobbiamo insegnare, che spesso passa attraverso la compilazione di schede o la lettura e memorizzazione di testi, il fatto di non poter interagire con i bambini di persona è un grosso disagio, ma non modifica la struttura dell’insegnamento, che può essere proseguito a distanza. Per noi non è così: il nostro problema non è tanto quello che dobbiamo insegnare ma quello che il bambino vuole imparare. L’ambiente in cui la classe vive è il principale veicolo della nostra educazione, e deve ovviamente essere vissuto in presenza. Il materiale attraverso il quale il bambino compie le sue scoperte non è virtuale, deve essere toccato e manipolato a lungo per dischiudere il segreto che contiene, e non è molto, in quanto deve educare anche al saper aspettare il proprio turno. La vicinanza dell’adulto viene percepita dal bambino, in queste condizioni, soprattutto in quanto l’adulto è capace di ritrarsi, e paradossalmente anche questa caratteristica dell’educazione montessoriana richiede assolutamente la presenza. La situazione non è tanto diversa per quello che riguarda i nostri corsi di formazione: per formare persone capaci di incarnare il modello di apprendimento appena descritto non bastano libri o video da seguire con attenzione: i movimenti e lo stile delle presentazioni si possono imparare solo in presenza, toccando e rigirandosi tra le mani i materiali esattamente come dovranno fare i bambini. Queste difficoltà ci sono, e ne dobbiamo tenere conto. Tuttavia siamo chiamati a non fermare tutto per via dell’emergenza, un po’ perché i nostri corsisti hanno il diritto di concludere la loro formazione entro i tempi prestabiliti, ma soprattutto perché i bambini non aspettano, e i periodi sensitivi che saltiamo sono opportunità educative perse per sempre. Tanti di voi ci chiedono indicazioni chiare e prescrittive sul come poter continuare le attività. Crediamo che non sia possibile in questa situazione proporre risposte preconfezionate: si possono solo sperimentare soluzioni che sappiamo non essere ottimali, cercando con il massimo dell’onestà intellettuale possibile di compiere quelle scelte che Montessori ha compiuto in tutta la sua vita: proseguire con le attività che funzionano, e abbandonare quelle che non funzionano. Qualcosa, tuttavia, si può dire: i criteri con cui scegliere le nostre proposte nelle classi devono essere i soliti: le attività devono essere ben preparate, per quanto possibile devono coinvolgere anche l’apprendimento attraverso quel formidabile organo dell’intelligenza che sono le mani, devono essere scelte liberamente dal bambino, devono essere autocorrettive. I docenti devono testimoniare per quanto possibile di essere vicini ai bambini, pur chiedendo loro di lavorare in autonomia. Anche se questo può comportare molto lavoro in più, i docenti dovrebbero prevedere incontri a distanza anche con piccoli o piccolissimi gruppi di bambini, dando loro tutto il tempo necessario per comprendere le attività che, in modalità così diversa da quella usuale, sono chiamati a svolgere. Per quanto riguarda i corsi, crediamo che non sia possibile generalizzare. Certamente in queste condizioni possiamo e dobbiamo sperimentare l’idea di proporre in modalità online le parti più teoriche. Sarà difficile che gli aspetti più metodologici, i singoli materiali, e soprattutto le osservazioni e i tirocini, possano essere sostituiti da lezioni remote. Tuttavia la situazione particolare di ogni corso può spingere direttori e coordinatori a sperimentare soluzioni nuove. Di una cosa siamo sicuri: non vogliamo che tutti questi problemi siano vissuti nell’isolamento dalle singole realtà che cercano di trovare soluzioni alla loro particolare situazione, e dunque pensiamo che il nostro contributo fondamentale sia quello di rendere disponibili a tutti le idee e le esperienze di chi ha iniziato a fare qualcosa. Chiarendo sempre la paternità delle singole idee, è bene che queste ultime circolino il più possibile, e aiutino un sereno confronto tra tutti noi. È per questo che da oggi sulla nostra pagina Facebook e in parte sul nostro sito siamo ben lieti di pubblicare le esperienze di “didattica montessoriana ai tempi del Covid”, come qualcuno ha già cominciato a chiamarle parafrasando Gabriel Garcia Marquez, uno dei montessoriani più famosi. Grazie per la vostra attenzione e per il vostro lavoro. Con i migliori saluti,

Il Presidente Benedetto Scoppola